lunedì 13 maggio 2013

La canzone del lunedì

La canzone di questa settimana è "Scivola vai via", del cantautore italiano Vinicio Capossela. Il brano è contenuto nel suo album di esordio, "All'una e trentacinque circa", uscito nel 1990.
A chi volesse sapere qualcosa di più su questo straordinario artista consiglio di visitare il suo sito ufficiale: http://viniciocapossela.it/site/blog_it/).
 

Testo di "Scivola vai via"
Senza età
il vento soffia la
sua immagine
nel vetro
dietro il bar
gocce di pioggia
bufere d'amore
ogni cosa passa e lascia

Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me

Canzoni e poesie
pugnali e parole
i tuoi ricordi
sono vecchi ormai
e i sogni di notte
che chiedono amore
cadono al mattino
senza te
cammina da solo
urlando ai lampioni
non resta che cantare ancora

Scivola,
scivola vai via
non te ne andare
scivola,
scivola vai via
via da me

giovedì 9 maggio 2013

Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Oggi è l'anniversario della morte di Giuseppe Impastato, noto come "Peppino", ucciso 34 anni fa dalla mafia a Cinisi, cittadina siciliana. Il giovane aveva lanciato una sfida aperta alla mafia locale attraverso un'intensa attività politico-culturale, tra cui la fondazione di "Radio Aut".
Il suo assassinio fu forzatamente interpretato come un suicidio e passò inosservato, anche perché in quelle ore veniva ritrovato il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro.
 
Per chi volesse saperne di più su Peppino Impastato: http://www.peppinoimpastato.com/index.asp
Nel 2000 esce "I cento passi", un film di Marco Tullio Giordana dedicato alla vita di Peppino Impastato e nel 2004 esce una canzone dei Modena City Ramblers ispirata a questo film, di cui trovate qui il video.
 
 
Testo di "I cento passi"
È nato nella terrra dei vespri e degli aranci
Tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare
La voglia di giustizia che lo portò a lottare

Aveva un cognome ingombrante e rispettato
Di certo in quell'ambiente da lui poco onorato
Si sa come si nasce ma non come si muore
E non se un ideale ti porterà dolore

Ma la tua vita adesso puoi cambiare
Solo se sei disposto a camminare
Gridando forte senza aver paura
Contando cento passi lungo la tua strada

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Poteva come tanti scegliere e partire
Invece lui decise di restare
Gli amici, la politica, la lotta del partito
Alle elezioni si era candidato

Diceva da vicino li avrebbe controllati
Ma poi non ebbe tempo perché venne ammazzato
Il nome di suo padre nella notte non è servito
Gli amici disperati non l'hanno più trovato

E allora dimmi se sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

Era una notte buia dello Stato italiano
Quella del 9 maggio '78
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro
L'alba dei funerali di uno stato

E allora dimmi se sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani

E allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi

martedì 7 maggio 2013

"Il potere logora chi non ce l'ha"

Ieri è morto Giulio Andreotti, protagonista controverso della politica italiana.
È celebre la sua frase: "Il potere logora chi non ce l'ha".

Per chi volesse leggere un articolo sulla sua vita: http://www.ilgiornale.it/news/interni/morto-giulio-andreotti-914494.html; inoltre nel 2008 è uscito "Il divo" (2008), splendido film di Paolo Sorrentino in cui si affronta la questione del presunto patto tra Stato e mafia. Il lungometraggio è stato definito da Andreotti "una mascalzonata".
 
Qui Andreotti interpreta se stesso nel film "Il tassinaro" (1983), con Alberto Sordi.
 

lunedì 6 maggio 2013

La canzone del lunedì

Dopo il ponte, perché non riprendere la settimana con una canzone allegra e solare?
Roberto ci propone "Bella" di Jovanotti (Lorenzo Cherubini), uscita nel 1996 come singolo e presente negli album "Lorenzo 1997 - L'albero" e "Lorenzo live - Autobiografia di una festa".
Il video della canzone è stato girato a Buenos Aires, in Argentina.
Buona visione/ascolto!
 
 
Testo di "Bella"
E gira gira il mondo e gira il mondo e giro te
mi guardi e non rispondo perché risposta non c'è
nelle parole
bella come una mattina
d'acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
mentre t'allontani stai con me forever
lavoro tutto il giorno e tutto il giorno penso a te
e quando il pane sforno lo tengo caldo per te ...
Chiara come un ABC
come un lunedì
di vacanza dopo un anno di lavoro
bella forte come un fiore
dolce di dolore
bella come il vento che t'ha fatto bella amore
gioia primitiva di saperti viva vita piena giorni e ore batticuore
pura dolce mariposa
nuda come sposa
mentre t'allontani stai con me forever
bella come una mattina
d'acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
come un passaporto con la foto di un bambino
bella come un tondo
grande come il mondo
calda di scirocco e fresca come tramontana
tu come la fortuna tu così opportuna
mentre t'allontani stai con me forever
bella come un'armonia
come l'allegria
come la mia nonna in una foto da ragazza
come una poesia
o Madonna mia
come la realtà che incontra la mia fantasia.
Bella!
 

 

mercoledì 1 maggio 2013

1 maggio

L'articolo 1 della Costituzione italiana recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione".
Ecco come commenta questo passo Roberto Benigni, secondo il quale quella italiana è "la più bella Costituzione del mondo".
Buon primo maggio a tutti/e!

martedì 30 aprile 2013

Su Pompei...

Durante la visita alla mostra "Pompeya. Catástrofe bajo el Vesubio" la guida ci ha consigliato il link della trasmissione italiana Superquark, dove il conduttore Piero Angela ricostruisce la storia di Pompei. Eccovi il link: https://www.youtube.com/watch?v=KbeDsp1yHbU.
Inoltre, eccovi la cronaca della visita alla mostra, corredata di informazioni storiche, gentilmente scritta per noi da Liliana!
(Nella "Galleria di foto" del blog, invece, trovate alcune foto-ricordo dei gruppi che sono andati alla mostra).
 
Mercoledì scorso siamo andati alla mostra "Pompeya", la cui visita era stata gentilmente organizzata da Marisa e Francesca; da parte mia, vorrei ringraziarle per il loro lavoro stupendo di organizzazione. Abbiamo passato una bella serata insieme, per fortuna, sempre parlando in italiano e ascoltando tutti zitti la guida,  una ragazza che parlava un italiano veramente buono.
La visita è durata un'ora circa, ma c'erano tante cose da vedere per cui sarebbe potuta durare anche di più. Tra poco vi racconterò un po' della storia di Pompei, che abbiamo ascoltato a bocca aperta.

Alla fine della visita Iraima e io siamo dovute andare a casa subito... ci è spiaciuto, avremmo preferito rimanere con voi, soprattutto dopo aver visto le foto delle birre che avete preso, inviateci da Marisa!

Per quanto riguarda la storia... preparatevi a leggerla con attenzione come se si trattasse di un libro.

C'era una volta la città di Pompei...
La storia ci racconta che Pompei fu una città della Antica Roma situata nella regione Campania, vicina a Ercolano, a Napoli e alla sua baia. Pompei fu sepolta dalla violenta eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 DC.

La moderna città di Pompei ha 25.751 abitanti (dati del 2007) e fa parte della provincia di Napoli.
I resti più antichi che si trovano in città sono del IX secolo a.c.
Intorno al 62 d.c. un terremoto ha gravemente danneggiato Pompei e altre città vicine. Secondo Tacito, Pompei "fu distrutta in gran parte da un terremoto." Durante il periodo tra quell'anno e la data in cui il Vesuvio eruttò la città fu ricostruita, anche se non si sa quanto tempo si impiegò a ricostruire la città e, in effetti, si ritiene che alcuni edifici potessero non essere stati del tutto  ricostruiti al tempo dell'eruzione.
L'eruzione fu il 24 agosto nel 79 d.c., com'è testimonia il racconto di Plinio il Giovane.
Ercolano fu riscoperta nel 1738 e Pompei nel 1748.
Degli scavi archeologici si interessò il re Carlo VII di Napoli, meglio noto come Carlos III di Spagna, tra il 1759 e il 1788. La guida ci ha raccontato che esistono due storie sul comportamento del re: la storia spagnola e quella italiana. La spagnola sostiene che Carlo VII non rubò nulla e lasciò intatto il patrimonio culturale di Pompei; la storia italiana narra che Carlo V portò via molti reperti, così come più tardi i tedeschi rubarono agli spagnoli, gli inglesi ai frances, insomma, tutti rubarono opere d'arte a tutti...
Durante gli scavi del 1860, l'archeologo italiano Giuseppe Fiorelli utilizzò la tecnica dei calchi (http://www.pompei.net/archeologia/i-calchi) riuscendo così a mantenere intatto l'ultimo momento della vita dei cittadini, che non poterono sfuggire all'eruzione. In alcuni di essi l'espressione di terrore è chiaramente visibile; altri stanno lottando per coprire la loro bocca o quella dei loro cari con sciarpe o abiti per non inalare i gas tossici; alcuni si aggrapano ai loro gioielli. Il numero attuale di vittime identificate è di circa duemila. Nell'anno dell'eruzione, si pensa che la popolazione di Pompei fosse di circa 15.000 persone. La città era situata in una zona dove abbondavano ville e aveva numerosi servizi: il macellum (il grande mercato alimentare), il pistrinum (il mulino), il thermopolia (una sorta di taverna che serviva bevande calde e fredde), le cauponae (piccoli ristoranti) ed un anfiteatro.
(Liliana)
(foto da internet)


giovedì 25 aprile 2013

25 aprile 1945

“Il primo carro si fermò; sopra c’era un ufficiale con un soldato.
Avrei voluto dirgli qualcosa di storico.
-Non siete mica tedeschi, eh?- dissi.
-Not really- disse l’ufficiale.
 –Benvenuti- dissi -La città è già nostra-…”
(dal romanzo I piccoli maestri, Luigi Meneghello, 1964)

In Italia oggi si festeggia la "Liberazione": il 25 aprile del 1945 i partigiani cacciarono da Milano i soldati nazisti, prima dell'arrivo dell'esercito americano, ormai prossimo ad entrare nella città (per maggiori informazioni: http://www.storiaxxisecolo.it/liberazione/)
La festa della "Liberazione" è considerata la festa della libertà dall'oppressione e dalla dittatura ed anche la data di nascita della nostra democrazia.
Ogni anno, in tutte le città italiane, il 25 aprile si festeggia con manifestazioni di piazza, discorsi e concerti.

Una delle canzoni simbolo di questo giorno è la popolare "Bella Ciao", nata nel XIX secolo in Emilia-Romagna e diventata l'inno della lotta partigiana contro i tedeschi, durante la Resistenza.
Ecco il brano e il testo (sotto):


Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno «Che bel fior!»

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»